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Printed Architecture

Una delle nuove frontiere dell’architettura sembra essere la stampa 3D e noi di ElectricityLab non possiamo esimerci dall’indagare sui possibili sviluppi.

Rispetto ad altre tecnologie già consolidate (ad esempio la progettazione parametrica e quella procedurale, il BIM, ma anche l’uso nodale delle informazioni) la Stampa 3D, in ambito architettonico, è ancora allo stato embrionale: finora ci si è limitati all’uso di macchine a tecnologia CNC o a prototipazione rapida, per la produzione di elementi prefabbricati, componibili in cantiere.
Oggi però, l’utilizzo sempre più frequente di sistemi di stampa tridimensionale attraverso tecnologie che vanno oltre la fresatura CNC ci portano a riflettere sul rapporto che sussiste tra questo “nuovo” modo di rappresentare l’architettura e l’architettura stessa.
Bisogna subito precisare che:

A. Non è propriamente un modo nuovo, poiché si tratta prettamente di realizzazioni di maquette
B. Non è solo un modo di rappresentare l’opera architettonica

Sul primo punto non c’è molto da aggiungere, il plastico dell’edificio, o di parte di esso, si è sempre realizzato sia in fase di studio, sia in fase di presentazione dell’opera progettata.

Il secondo punto invece è estremamente complesso e ancora lungi dall’essere ben definito. Ad oggi non è ben chiaro come la stampa 3D, che impiega tecnologie come la FFF (fused filament fabrication), SLA (stereolitografia) o SLS (sinterizzazione con laser), possa influire sul processo creativo.

Sappiamo che alcune aziende hanno realizzato stampanti di grandi dimensioni, in grado di stampare, direttamente nell’area dell’intervento, il fabbricato progettato. Evidentemente in zone di crisi, uno strumento del genere risolve problemi di logistica derivanti dalla richiesta di estrema rapidità.

Noi di Electricity Lab crediamo, però, che la stampa 3D darà al processo creativo una svolta nuova e diversa; si avrà la possibilità di realizzare maquette in sequenza, sezioni successive, morphing, ecc… componibili e rimodificabili, riassemblabili, scansionabili e ristampabili.

Sembrerebbe banale fare un parallelismo tra stampa 3D e progettazione parametrica, metodologia sempre più presente negli studi di architettura, grazie all’utilizzo di software BIM, che ottimizza il workflow e migliora la precisione degli elaborati.

Dipende.
L’architettura stampata può essere un’architettura perfettamente progettata, realizzata in fabbrica con un margine di errore prossimo allo zero e quindi ripetibile all’infinito. Ma può anche essere un’opera di “artigianato”, unica, spuria, dove proprio il margine di errore è l’unicità (e forse anche l’essenza stessa) del manufatto? Con questa nuova rubrica vorremmo aprire una finestra sul mondo dell’Architettura legata alla stampa tridimensionale.

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